Gara "ponte" per le pulizie è atto dovuto in attesa dell'appalto della stazione unica appaltante

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  • Lo prevedono le norme del Codice degli Appalti e le direttive ANAC.

    Con riferimento alla nota diffusa da alcune organizzazioni sindacali in merito al procedimento di avvio della "gara ponte" per le pulizie, si precisa quanto segue: - il comma 421 dell'art. 1 della legge 11.12.2016 n. 232 dice in modo chiaro che le pubbliche amministrazioni che non trovino contratti attivi per beni o servizi su Consip (società del Ministero dell'Economia che organizza e bandisce gare per conto degli enti pubblici) o da altri soggetti aggregatori (nel caso lucano, la Stazione Unica Appaltante della Regione Basilicata), sono tenute a bandire gare ponte. Il motivo è presto detto: la norma vuole evitare a tutti i costi che ci siano "proroghe" nei contratti pubblici e dunque, onde evitare facili scappatoie agli enti che non trovino soluzione ai propri fabbisogni tramite Consip o Stazioni Uniche (come attualmente in Basilicata), li invita a bandire ed affidare i servizi con procedure d'evidenza pubblica che già prevedono una durata limitata del contratto; - nel provvedimento che dà avvio alla gara (non ancora bandita in attesa dell'autorizzazione regionale), la ASM darà attuazione all'articolo 50 del vigente codice degli appalti, prevedendo la c.d. clausola sociale, ovvero il mantenimento delle maestranze in essere; - la base d'asta di circa 3 milioni di euro all'anno è costruita applicando i prezzi standard di riferimento elaborati dall'ANAC, pur essendo noto che le imprese aggiudicatarie non possono prevedere costi della mano d'opera inferiori a quelli sanciti dai Contratti Collettivi; - le superfici aziendali oggetto dell'appalto possono essere parametrate, anche in aumento o in diminuzione, solo rispetto alle reali esigenze gestionali. "E' bene ricordare - afferma il responsabile unico del procedimento della gara il dott. Gaetano Annese - che non più tardi di 12 mesi fa, l'ANAC di Raffaele Cantone ha contestato il sistema regionale perché in sede di indagine era emerso che per moltissimi casi si era fatto ricorso negli anni scorsi alle proroghe dei contratti. Fattispecie che sia il codice degli appalti sia le direttive ANAC perseguono come illegittime. Nessun pericolo - conclude Annese - circa rischi di accavallamento con la Sua di Basilicata. Il capitolato ASM prevederà una clausola di risoluzione automatica del contratto ponte ad avvenuta aggiudicazione della gara da parte della Stazione Unica Appaltante della Basilicata. Quel che è certo e che non possiamo sottrarci a precisi obblighi di legge".
Pubblicato il lunedì 19 giugno 2017
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