Le definizioni della Qualità nella Sanità sono numerose, più o meno conosciute, tutte valide ed appropriate. Partendo dal presupposto che la cura deve essere pertinente al bisogno di salute espresso, la qualità nell'assistenza sanitaria consiste nel fare la cosa "giusta", nel modo "giusto" al paziente "giusto", dove il termine "giusto" assume di volta in volta il significato di efficace, efficiente, appropriato, adeguato, accessibile, accettabile, compatibile, continuo, sostenibile, soddisfacente, sicuro, etico.
Perché parlare della Qualità della cura? Le risposte possibili sono diverse: la normativa e le politiche sanitarie, la deontologia professionale, il contesto socioculturale, l'economia sanitaria, il modello delle organizzazioni sanitarie, il governo clinico. Tuttavia queste risposte non sono sufficienti, e alla lunga rischiano di essere inadeguate, se non hanno a proprio fondamento l'etica.
A questo punto il linguaggio della Qualità sembra traslocare su un piano molto
astratto; in realtà sembra soltanto, perché l'etica si interroga da sempre su
quale sia l'agire giusto.
Tutta l'assistenza sanitaria si esprime attraverso la cura, e la "categoria"
della "qualità" è da sempre insita nell'atto della "cura". Nella "cura" in modo
particolare i giudizi sui "fatti" sono inscindibili dai giudizi sui "valori".
Nella Qualità si parla di sistemi, risorse, processi e si danno indicazioni su chi fa cosa, come, quando, dove e perché. Si descrivono le attività finalizzate alla qualità dell'assistenza. Si spera siano indicazioni utili, che vanno, però, lette avendo in mente la convinzione profonda che nell'assistenza sanitaria, come in tutte le attività umane, la qualità non è qualcosa che "si fa" ma, più semplicemente, qualcosa che "si è".
La qualità della cura è determinata dal modo in cui le risorse umane, tecnologiche, organizzative, vengono usate, e questo riflette i modelli cognitivi, affettivi e comportamentali delle persone coinvolte, in definitiva, la loro formazione, che non è solo bagaglio di abilità e competenze tecnico-professionali ma anche "cultura", cioè modo di leggere e interpretare la realtà, aperta ad altri saperi propri di discipline diverse, solo apparentemente estranee alla organizzazione di un servizio sanitario pubblico.
Fra questi saperi riveste un ruolo di particolare rilievo il pensiero
filosofico.
Si va sempre più affermando la consapevolezza che, nell'attuale contesto
socioculturale, si pone l'esigenza per la Medicina, se vuole conservare il ruolo
che ha sempre avuto nella relazione di cura, di riconsiderare gli scopi, i
limiti ed i rischi del proprio agire, mediante una riflessione filosofica sui
fondamenti epistemologici del proprio sapere, e sulle categorie costitutive del
proprio paradigma culturale, quali salute, malattia, cura, scienza, paziente,
società, persona, etica.
La pubblicazione Q&F ha l'ambizione di proporsi quale strumento per gli obiettivi sopra menzionati.
Qf Qualità&formazione
- periodico di cultura della qualità e della formazione