La neuropsicologia e le neuroscienze negli ultimi venti anni hanno profondamente
modificato le concezioni di funzionamento della mente umana.
Il modello di dinamica interazione bio-psico-sociale utilizzato per spiegare i
nostri comportamenti ha reso obsolete le grandi teorie biologiche, sociologiche
o psicologiche che pretendevano di spiegare tutto da un unico punto di vista.
Lo sviluppo infantile ad esempio non può più essere compreso e letto attraverso
un'unica teoria ma risulta essere condizionato da predisposizioni genetiche
innate, dal momento storico, dalla storia familiare, dall'esperienze individuali
che agiscono di volta in volta come fattori di rischio o protezione per la
salute psicofisica.
Paradossalmente più conoscenze acquisiamo maggiori ci appare la complessità
delle relazioni tra patrimonio genetico, psiche, ambiente e storia individuale,
portando al contempo ad una perdita progressiva di certezze.
La neuropsichiatria dell'età evolutiva, orfana di teorie di riferimento forti,
si trova a rincorrere frammenti di saperi nuovi su un oggetto di studio, il
bambino in continua evoluzione in una società difficile da decifrare.
Gli operatori della salute inoltre, si trovano ad affrontare nuovi modelli
organizzativi, in cui il rapporto medico-paziente sembra essere passato in
secondo piano, rispetto a problematiche economiche ed etiche più generali. A
questo si aggiunge la solitudine delle famiglie di fronte ai problemi dei figli,
la crisi di vocazione delle strutture educative e dei modelli culturali.
Il Dipartimento Interaziendale di Neuropsichiatria Per l'Età Evolutiva della
Regione Basilicata si propone di accettare la sfida della complessità in maniera
umile e non velleitaria lavorando su due livelli:
da un lato migliorando la preparazione tecnica degli operatori attraverso la
formazione condivisa, convinti che solo affinando i percorsi diagnostici e
ampliando l'offerta di interventi mirati e personalizzati si possa garantire la
qualità all'utenza;
dall'altro sviluppando in modo critico il dibattito culturale sui temi della
salute mentale dell'infanzia attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti
istituzionali e non che si occupano di bambini ed adolescenti.
Le risposte ai problemi complessi possono essere date solo se funzionano le
sinergie tra le agenzie del territorio (servizi sanitari, servizi sociali, la
scuola, la giustizia, le associazioni dei genitori). Il Dipartimento vuole
essere uno spazio di confronto, di dibattito e il luogo dove attivare risorse
sperimentare e verificare buone passi innovative di intervento e di prevenzione.
Carlo Calzone
Direttore del Dipartimento Interaziendale di
Neuropsichiatria Per l'Età Evolutiva