UFFICIO STAMPA
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Le linee dell'attività distrettuale sanitaria nel territorio dell'Azienda sanitaria di Matera sono state esaminate oggi a
Matera nel corso della conferenza territoriale dei sindaci dei 31 Comuni. L'iniziativa è legata alla applicazione della legge
regionale di settore n. 12/2008, che ha riorganizzato le aziende sanitarie della Basilicata in due aziende territoriali e
individuato nei Distretti della salute la nuova organizzazione territoriale delle stesse Aziende.
Il Direttore generale della Asm, dottor Vito Gaudiano, ha illustrato le funzioni e le articolazioni dei due
Distretti della salute, che saranno attivati dall'Azienda sanitaria, fermo restando che i distretti Usib (unità per i servizi
integrati di base), continueranno a esercitare le funzioni nei comuni dove sono presenti. Nel corso dell'incontro il Direttore
generale ha anche illustrato parte dell'Atto aziendale, soprattutto perchè questo riorganizza la rete ospedaliera in base
a quanto previsto nel vigente Piano sanitario e nell'atto aziendale della Asm e, cioè, che gli ospedali vengono individuati rispetto
alle loro specifiche funzioni come ospedali Distrettuali (Tricarico, Stigliano e Tinchi), ospedale per acuti e Pronto soccorso
attivo (Psa) a Policoro, ospedale per acuti e Dipartimento emergenza e accettazione (Dea) di 1º livello presso l'Ospedale Madonna delle
Grazie di Matera.
Nel suo intervento il direttore generale ha fatto riferimento anche a quanto ribadito in più occasioni dal ministro del Welfare Maurizio
Sacconi. Tra queste la conferenza stampa di presentazione del festival della Salute, in relazione al fatto che gli ospedali generalisti vadano
riconvertiti nelle loro funzioni. Il ministro aveva ribadito che Chiunque sarà al governo dovrà affrontare il difficile rapporto
con le comunità locali di fronte ai cambiamenti necessarie per una riorganizzazione più efficace della sanità
.
Non farei mai partorire mia moglie
aveva detto Sacconi in un ospedale dove ci sono pochi parti, perchè
l'esperienza limitata offre meno sicurezza
.
Da qui l'esigenza di riconvertire i piccoli ospedali, che attualmente non possono garantire servizi adeguati , l'appropriatezza delle prestazioni
e la sicurezza sia dei cittadini che degli operatori sanitari.