Teatro, disagio mentale e integrazione sul palco della vita. Martedì 3
febbraio a Matera, con inizio alle 20.30, Cinefabbrica riproporrà, presso la
sala cinema "Piccolo Duni" in vico XX Settembre lo studio teatrale "Valige
scomode ma sognanti". Il lavoro è stato realizzato a conclusione del percorso
di teatro sinergico promosso dal Dipartimento di Salute Mentale - Centro
Integrato Polivalente di Serra Rifusa di Matera dell' Azienda sanitaria di
Matera (Asm) e da Progetto Popolare cooperativa sociale. Il laboratorio teatrale
rivolto agli utenti del Centro Integrato Polivalente di Serra Rifusa e del
Progetto Popolare cooperativa sociale, è stato condotto da Andrea Santantonio,
che ha curato anche la regia dello studio teatrale "Valige scomode ma sognanti",
da Nadia Casamassima e Donatella Tummillo con la collaborazione di Aurelia Lupo
e di Enrico Ruggieri.
"Valige scomode ma sognanti", proposto nel dicembre scorso, è uno studio
teatrale portato in scena da "persone disagiate" con l'intento di scrollarsi di
dosso la tanta polvere accumulata nel corso degli anni. Le valige scomode,
accantonate e dimenticate in sgabuzzini polverosi, sono aperte con attenzione ma
senza paura per far uscire vite e storie degne di essere vissute e raccontate.
Il percorso laboratoriale, iniziato a febbraio 2008, ha riscosso notevoli
riscontri positivi sia da parte degli utenti del laboratorio sia da parte degli
operatori coinvolti nel progetto.
L'obiettivo del percorso è stato quello di rendere armonico il rapporto tra
corpo, voce, mente nella relazione con l'altro, gli altri, se stesso e la
propria creatività interpretativa. Lo studio teatrale, che ha concluso la prima
fase del progetto, vuole essere un'ulteriore occasione per mostrare al pubblico
l'efficacia dell'utilizzo del teatro come pratica "socializzante"
e "disalienante" verso persone che il più delle volte non hanno la possibilità di
condividere le loro esperienze e per mostrare che spesso capita di trovare negli
altri, le stesse identiche cose che provano le persone "normali"... ma poi
rimangono soli con le loro sensazioni.
Lo sviluppo naturale del percorso laboratoriale vuole il coinvolgimento attivo
degli operatori sociosanitari, affinchè acquisiscano nuovi strumenti terapeutici
come valide alternative a quelle solitamente utilizzate, che favoriscano una
migliore comunicazione con il paziente. Cinefabrica, che ha curato il
coordinamento del progetto, crede che la terapia non può e non deve essere
esclusivamente di tipo medico, ma che occorre uno sforzo per avvicinarsi alla
persona, alle sue emozioni, alle sue sensazioni, alla sua vita.